1 portale. 45 milioni di euro per la realizzazione. 21 milioni in 12 mesi per il data entry e altri ammenicoli da parte delle regioni
Lancio previsto, in già enorme ritardo: 31 marzo 2006.
Ad oggi, 18 gennaio 2007, l’unica pagina di italia.it, il portalone dello scandalo, recita ancora un mesto “coming soon”.
Son cose che fanno incazzare. Non poco, soprattutto chi lavora nell’ “information technology” più o meno seriamente da anni.
Voglio dire: già 45 milioni di euro sono di per se una cifra assolutamente spropositata, fuori non solo dal mercato, ma anche da ogni possibile concezione.
Cercando in rete, oltre ad un vecchio articolo di PI http://punto-informatico.it/p.aspx?i=58445 ci si imbatte nel sito di Sviluppo Italia che è:
Innovazione Italia S.p.A. è la società strumentale costituita grazie ad una partnership tra Sviluppo Italia e il Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie, per dare attuazione ai programmi del Governo relativi allo sviluppo della Società dell’Informazione e al piano di e-government.
Innovazione Italia realizza alcuni dei progetti definiti dal:
* Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione;
* piano di e-government;
* CIPE, in materia di Società dell’Informazione e Banda Larga, anche con l’obiettivo di superare il digital divide nelle aree sottoutilizzate.Il capitale sociale della società, di cui Sviluppo Italia S.p.A. detiene l’80%, è di 1.000.000,00 euro.
Presidente della società è Andrea Mancinelli.
Amministratore Delegato e Direttore Generale è l’ing. Roberto Falavolti.
Pomposo, no? spulciando qua e la nel loro sito si trovano i bandi di concorso per l’assegnazione dello sviluppo di una piattaforma ICT per il portale italia.it.
La gara in questione, da quel che si può desumere da questo documento è stata vinta da una cordata fra IBM S.p.a. e I.T.S. S.p.a. Tiscover AG.
Tanto per saperlo Tiscover è una società Austriaca specializzata in portali per il turismo.
L’appalto aveva, alla data di aggiudicazione, il valore di Euro 7.850.040 (iva esclusa) per la fornitura di una infrastruttura che prevedesse le tecnologie necessarie tipiche di un portale di booking.
Ecco. Già quasi 10 milioni di euro per un prodotto che tutto sommato Tiscover già possiede (basta andare a vedere su www.tiscover.it ) mi sembra un’enormità.
Ma anche ammettendo che questo prezzo sia giusto, ipotizziamo, chessò, tre quattro milioni di hardware, via facciamo 10. E siamo a 20. Ne mancano 25. Mettiamo su una redazione e un pò di tecnici che seguano il tutto. Mah. con 25 milioni di euro ci mantengo una società da 25 persone per un bel pò di anni.
Ma facciamo finta che i soldi servano - siano serviti.
Il dramma vero, o meglio il dramma più ignorantemente indigeribile, è che il suddetto portale, della cui utilità si potrebbe peraltro disquisire, ancora non si vede all’orizzonte.
E allora sapete che vi dico?
Fanculo.
[che di per sè è volgare, ma mi sembra più volgare buttare nel cesso 45 milioni di euro. nostri.]
Giovedì 18 Gennaio 2007 alle 15:35
bravo Ale, e complimenti xchè il tuo articolo ,che tratta un argomento molto tecnico, è veloce e di rapida comprensione, anche per le tontarelle informatiche come me!
La giustificazione del “fanculo” poi..è una chicca!!
Giovedì 18 Gennaio 2007 alle 15:38
gracie
che vuoi quando le cose fanno perdere la misura…..
e grazie anche agli amici di punto-informatico, sempre attenti alle tematiche più spinose legate al mondo “degli informatici”….
Giovedì 18 Gennaio 2007 alle 20:40
Sono 3 anni che conosco questa storia. Ogni tanto vado sul ’sito’ per vedere se è cambiato qualcosa. Ho ripreso il tuo post su uno mio proprio oggi. Ho sempre pensato le stesse cose che hai detto tu qui. Io stavo facendo un portale del genere nel tempo libero (altro che 45 mln) qualche anno fa. Con $45 mln si potrebbero rifare tutti i siti web della P.A., dei comuni italiani, del Governo e avanza qualcosa per una vacanza in Australia! E sono soldi dei contribuenti!!!!!!!! Ti puoi immaginare quanto la cosa scandalizzò anche a me quando lessi la notizia. >:-/
Sabato 20 Gennaio 2007 alle 13:43
ITALIA.IT Watch
http://www.geocities.com/italia.it_watch
Mercoledì 24 Gennaio 2007 alle 14:05
Ma la Corte dei Conti? Perchè non interviene? Questo è un evidente spreco di soldi pubblici, se non peggio…
Mercoledì 21 Novembre 2007 alle 23:18
Popular Science
I couldn’t understand some parts of this article, but it sounds interesting